Ripensare la scuola italiana tra umanesimo e tecnologia

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di Bruno Lamborghini

Negli ultimi tempi si è andato sviluppando sulla Rete un dibattito partito da un documento di alcuni insegnanti che hanno mosso critiche alla Legge 107 della Buona Scuola. In particolare, le critiche, cui hanno aderito alcuni intellettuali, tra cui Cacciari, Settis, Galimberti e che hanno raccolto oltre 1200 firme, sono rivolte a quanto contenuto nella Buona Scuola circa la necessità di promuovere l’alternanza scuola lavoro e di avvicinare la scuola alla innovazione tecnologica ed al mondo del lavoro, così come la rivisitazione degli esami di maturità od il ruolo dei test invalsi.
La critica alla Buona Scuola è di avere “approcci ideologici e una deriva economicistica”, con il rischio di ridurre le conoscenze a “competenze standardizzate” (non si può promuovere lo spirito di imprenditorialità a dieci anni) ed una formazione finalizzata ad una società produttiva che ha la meglio sul primato della cultura umanistica e scientifica.

 

Qui è possibile scaricare l’articolo completo

Ripensare-la-scuola-italiana-tra-umanesimo-e-tecnologia.pdf (145 download)

 

 


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