JUN€CO – Economia circolare ed Ecologia ludico-didattica per la Primaria

0 Comment
244 Views

Intervento a Didacta del prof. Bruno Lamborghini

L’economia circolare è qualcosa di naturale che viviamo tutti i giorni:

Il nostro corpo è circolare, in esso tutto viene riutilizzato al meglio con pochi scarti.

L’universo è fatto di corpi rotondi che girano secondo cerchi o ellissi che sono cerchi più ampi.

Il cerchio è la figura geometrica più bella in cui tutto è connesso in modo continuo senza interruzioni.

Al contrario della linea retta che inizia e finisce senza lasciare nulla.

La natura di cui fa parte la società degli esseri umani è circolare con processi che si ripetono, vita e morte senza interruzione, ma anche senza sprechi, tutto rimane in un processo circolare continuo.

Così le abitudini dei nostri antenati erano circolari, ogni materia, ogni prodotto, ogni atomo dopo essere utilizzato rientrava nel patrimonio naturale per essere  riutilizzato dalle successive generazioni: pensiamo alla coltivazione agricola che costituiva l’essenza del vivere  e nutrirsi, tutto partiva dalla terra e ritornava alla terra in un circolo continuo.

Poi è venuto negli ultimi secoli lo sviluppo della grande trasformazione industriale basata sulla energia prodotta bruciando minerali provenienti dalla terra come il carbone o il petrolio che vengono distrutti e non esistono più dopo il loro consumo.

Questo cambiamento ha portato a consumare la natura in modo continuo lineare e  non più circolare, riducendo sempre più le risorse naturali, non solo i minerali, ma anche l’acqua che è l’elemento vitale più importante  e modificando così  anche l’aria ed il clima con siccità, alluvioni e epidemie virali.

Pensiamo che occorrono 2700 litri di acqua  (30 vasche da bagno) per produrre una Tshirt, mentre manca l’acqua per dissetarsi in tanti paesi africani.  Nei nostri consumi abitudinari non ci accorgiamo che si distruggono  risorse naturali non più riproducibili con sprechi, consumi inutili o dannosi, pensiamo agli immensi cimiteri di automobili o computer  non più utilizzati, senza possibilità di riciclo e riutilizzo.

Pensiamo alle immense isole di plastica  scaricata negli oceani destinate a sopravvivere per secoli senza potersi degradare provocando la morte di milioni di pesci (una bottiglietta di plastica può uccidere una famiglia di pesciolini).

Ecco perché occorre ritornare all’economia circolare del riciclo, del recupero delle risorse naturali, abbandonando quella lineare dello spreco, della distruzione della natura, della perdita della salute della terra assieme alla salute dell’uomo.

E la scuola è il principale motore del cambiamento, dal basso, dalla volontà libera dei ragazzi, molto più che dalla capacità di tanti adulti che non si preoccupano del futuro. Vi sono scuole in Italia che si stanno già muovendo come la scuola di Bologna con il programma A tutto legno per il recupero degli imballaggi salvando così i boschi. O a Rovereto con la classe di Circular Thinking simile alle Circular classroom finlandesi.

Le comunità educanti sviluppate dalla Fondazione Amiotti con l’obiettivo di fare della scuola il centro di una comunità aperta ed estesa al territori sono l’ambiente ideale per sviluppare una scuola circolare  che colloca tutti gli insegnamenti e l’attività pratica in una modalità  e pensiero circolare in grado di diffondere cultura circolare nell’ambiente in cui si colloca, facendo ampio cerchio attorno agli studenti, agli insegnanti ed alla scuola.

Ma poi c’è un altro messaggio importante di tipo circolare che riguarda non beni fisici, ma i saperi: è importante non sprecare i saperi, le conoscenze apprese, non disperderli, ma collegare i saperi  tra loro in cerchio e  riutilizzarli nella vita.


La Flipped TV

La Fondazione Amiotti, insieme alle sue Comunità Educanti ABC -...

La Flipped TV a Didacta

La Fondazione Amiotti, insieme alle sue Comunità Educanti ABC -...