Articolo Sole 24 Ore: “Comunità educanti aperte alla società” di Enrico Amiotti

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Comunità educanti aperte alla società  – di Enrico Amiotti (Vice-Presidente Fondazione Amiotti)

La scuola può e deve tornare al centro dell’interesse della politica perché la scuola è essenziale – banale ricordarlo? – per il futuro della società, a livello micro-territoriale (quartiere, villaggio), nazionale e globale. La scuola ha però bisogno di una rivoluzione copernicana che metta i bambini e i ragazzi al centro, come protagonisti del loro futuro, come persone (fin dalla scuola dell’infanzia) con talenti e risorse da scoprire, sviluppare e mettere a frutto.  Allora il MIUR del Governo del cambiamento non si focalizzi più su temi sindacali e procedure, ma investa sul capitale umano dei docenti e dei dirigenti scolastici, che devono condividere lo stesso gusto di imparare, scoprire, misurarsi e mettersi in gioco che si richiede – o si dovrebbe richiedere – ai giovanissimi. La “bella scuola” che io vorrei è una comunità educante aperta alla società civile – plasmata da e per ogni territorio – che dà ampio spazio alla pedagogia attiva e laboratoriale, all’espressività e all’autoconsapevolezza di docenti e discenti: una scuola divertente, rigorosa e inclusiva, in osmosi col processo educativo che si svolge in famiglia. Sogno una comunità che coinvolga fuori orario nei locali scolastici le famiglie, gli enti e le associazioni del territorio: un nuovo luogo fisico ed emotivo d’incontro, sperimentazione e crescita, ricco di gioia di vivere, musica, attività sportive, artigianali e digitali, che catalizzi progettualità, bene comune e lavoro per i giovani e le loro famiglie.

 

 

 

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